Finalmente in Perù. Capitolo V – Cusco e la Valle Sacra –

Il risveglio a Puno è dolce: dalla finestra del mio hotel (Finalmente in Perù. Capitolo IV – Taquile e il lago Titicaca –) filtrano caldi raggi di Sole, il cielo è limpido e dall’ultimo piano dove c’è la sala per la colazione si può godere una vista panoramica sulla città. Le mie labbra sono però martoriate: l’altitudine e l’aria secca mi hanno causato una forte screpolatura per cui vi consiglio di portare con voi sempre un burrocacao.

Per fortuna da Puno in poi si scende di quota e la situazione dovrebbe migliorare…

Oggi mi aspetta il viaggio che dal lago Titicaca mi porta a Cusco; mi trasferisco quindi al terminal terrestre dei bus, mi raccomando di arrivare con un po’ di anticipo infatti qui è previsto il pagamento di una tassa di imbarco (1,5 nuevos soles, 0,4 €), che, se c’è fila, potrebbe farvi perdere qualche minuto.

Viaggio con la compagnia “Inka Express” (per maggiori informazioni), che lungo i 390 Km effettua alcune soste turistiche, con tanto di guida in lingua spagnola e inglese.

La prima tappa è al museo litico di Pukara che ospita una piccola esposizione di pezzi della cultura inca e preincaica, sorge in un paesino che si caratterizza per i toritos, dei tori in ceramica, sempre in coppia, che vengono messi sui tetti di ogni casa, come simbolo di buon auspicio e di fertilità.

370aRipreso l’autobus la strada scorre protetta dalla cordigliera andina, le montagne che mi accompagnano svettano a oltre 4000 metri di altezza; il punto più alto lo tocchiamo ad Abra La Raya (4470 m s.l.m.) dove termina la regione di Puno e inizia quella di Cusco e da cui è possibile notare la demarcazione fra la cordigliera andina orientale e quella occidentale. Qui ci fermiamo di nuovo perché c’è anche un mercatino di artigianato locale. Io ovviamente utilizzo questo tempo per ammirare il meraviglioso paesaggio!!

362Dopo il pranzo a Sicuani, compreso nel biglietto del pullman, ci fermiamo a Raqchi, il sito archeologico più importante lungo il tragitto. Si trattava di un punto strategico inca posto a difesa di Cusco, capitale dell’impero. Qui sorgeva l’unico tempio dedicato a Wiracocha ossia la divinità fondamentale inca creatrice del Sole e del cielo e di tutto quanto esiste. Oltre al tempio vi sono i resti delle abitazioni e la ricostruzione di alcuni tambo, ossia depositi.

377Prima di arrivare a Cusco ci fermiamo anche a Checacupe per ammirare la ricostruzione di un ponte inca in corde a cui gli spagnoli hanno affiancato un ponte coloniale.

Oltre ad essere interessante da fotografare, non si può resistere a passarci sopra!!

Infine, visitiamo la chiesa di Andahuaylillas dedicata a San Pedro e ridenominata Cappella sistina del Sudamerica. La chiesa è stata costruita dai Gesuiti probabilmente sopra una costruzione incaica tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Nella parete d’entrata vi sono due affreschi che rappresentano un cammino che conduce verso l’Inferno e uno virtuoso che porta in Paradiso. Oltre all’altare barocco in legno di cedro intagliato è possibile vedere una collezione di tele della Scuola Cusqueña sulla vita di San Pietro. Nonostante la chiesa meriti sicuramente una visita, posso assicurarvi che non ha nulla a che vedere con la bellezza e la ricchezza della Cappella sistina!

Finalmente arrivo a Cusco dopo oltre 10 ore di viaggio e vado direttamente in hotel (hotel Koyllur Inn). Dopo essermi accordato con il responsabile del mio tour operator per il programma dei due giorni successivi, esco e vado a cercare un ristorante per la cena.

Sono già in centro storico, essendo l’albergo nel quartiere di San Blas, le strade lastricate sono abbastanza strette e il traffico è consistente; siccome i marciapiedi sono piccolissimi, quando ci si incrocia con altri pedoni qualcuno deve scendere in strada sfidando le macchine!!

Da subito mi ha colpito l’atmosfera particolare che si respira, diversa da tutte le altre città visitate: non ti senti straniero, di un altro paese, ti senti subito accettato, accolto, come se Cusco fosse da sempre la tua città.

Mi fermo a mangiare al “Papacho’s” un ristorante che mi avevano consigliato, davvero carino, sulla piazza principale. Nell’attesa della mia cotoletta con uovo fritto ho potuto passare il tempo scrivendo sulla tovaglietta con i gessetti messi a disposizione degli ospiti (piatto unico e birra 44 nuevos soles, circa 13 €).

Con Cusco è stato un amore a prima vista: è una città libera, aperta, giovane. Fu fondata nel 1200 d.C. circa dal leggendario primo inca Manco Capac su ordine del dio del Sole nel luogo in cui, secondo la leggenda, doveva trovarsi il centro del Mondo, ed è la più antica città sudamericana ad essere abitata senza interruzione.

Prima di iniziare le visite consiglio di acquistare il Boleto turistico del Cusco (BTC), perché dà la possibilità di accedere a 16 siti di interesse consentendo di risparmiare parecchio (costo 130 nuevos soles, circa 37 euro).

507Plaza de armas è grandiosa, la più bella che io abbia visitato in Perù. Al centro c’è una fontana con la statua dell’inca e ospita la bellissima cattedrale, la Iglesia de Jesus y Maria, sulla destra la Iglesia del Triunfo, la più antica e la Iglesia de la Compañia costruita dai gesuiti. Prendetevi del tempo per passeggiare nella piazza tra la gente di Cusco, sotto i portici che la contornano con le abitazioni in tipico stile coloniale. Fermatevi, sedetevi, respirate: vi sembrerà di appartenere a questa terra, la sentirete subito vostra.

Dalla piazza potete raggiungere facilmente il Mercado San Pedro, vedrete lo scorrere quotidiano della vita: gente che mangia, che compra, venditori che offrono ogni tipo di merce, diversità di colori, profumi, voci.

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Lungo le vie potrete vedere le case che poggiano ancora sui muri costruiti dagli inca, una tappa fondamentale è la Iglesia de Santo Domingo poiché la base curva dell’edificio è costituita dal sito inca di Qoricancha. Durante il dominio inca questo luogo era ricchissimo: era decorato con lastre d’argento e oro e vi erano sculture in metallo prezioso. Oggi purtroppo non rimane nulla poiché i conquistadores spagnoli fusero tutto.

459.JPGSe volete godere della vista panoramica sulla città salite alla fortezza di Sacsayhuamán, da qui potrete vedere la sagoma del Puma che disegna la città ombelico del Mondo. La mia guida mi ha spiegato che non si trattava in realtà di una fortezza bensì di un sito religioso, probabilmente ospitava il tempio del Sole. Oggi rimangono solo gli enormi blocchi di pietra che componevano le fondamenta giacché gli spagnoli distrussero tutto.

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Pukapukara

Intorno a Cusco sorge anche il sito di Q’enqo, con il tempio dedicato al serpente, il terzo animale totemico della cultura inca che rappresenta il mondo sotterraneo. Non potete perdervi Pukapukara ossia il forte rosso e di fronte a questo, Tambomachay, dove potrete ammirare il tempio incaico dedicato all’acqua.

 

Il giorno seguente di prima mattina, insieme alla mia guida Fernando e al mio autista lascio Cusco per visitare la Valle Sacra.

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Chinchero – terrazzamenti

El Valle Sagrado comprende il territorio che dalla città di Pisac arriva a Ollantaytambo, qui gli inca costruirono importanti centri rituali e cerimoniali, terrazzamenti, depositi, saline. Ho visitato Chinchero dove nella piazza antistante la chiesa di epoca coloniale si trova un mercato di tessuti tradizionali e prodotti locali. La chiesa è stata costruita sulle mura di origine inca, e di fronte alla facciata sorgono ampi terrazzamenti incaici che si estendono lungo la collina.

 

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Moray

Riprendendo il percorso ho visitato Moray dove vedrete tre grandi terrazzamenti circolari impiegati dagli inca come centro di sperimentazione agricola, nel senso che qui studiavano le piante e le migliori condizioni per la loro crescita e produttività.

 

Infine, prima di arrivare a Ollantaytambo ho ammirato le salineras di Maras (non incluse nel BTC: 10 nuevos soles, circa 3 €): gli inca, o secondo alcuni una popolazione precedente, sfruttando la presenza di una fonte di acqua salata costruirono queste vasche in cui l’acqua, sapientemente incanalata, evapora lasciando il sale che ancora oggi viene raschiato a mano, raccolto, venduto e impiegato per fare dolci, creme, saponi.

 

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Salineras di Maras

 

L’ultima città che ho visitato è, appunto, Ollantaytambo, in fondo alla Valle a 2800 m s.l.m. La fortezza inca che chiude la Valle e che la protegge è davvero imponente. Per visitarla occorre salire la scalinata inca attraversando i terrazzamenti dove coltivavano i loro prodotti. Arrivati in cima oltre a poter ammirare il sito avrete una visuale magnifica sulla città e sulla valle chiusa dalle montagne.

Ollantaytambo è un posto ricco di storia, infatti si svolse la battaglia fra Pizarro e Manco Inca, che dopo la sconfitta che lo costrinse ad abbandonare la capitale, si rifugiò qui e nel 1537 costrinse gli spagnoli alla ritirata su Cusco.

Terminata la visita della cittadina e dopo aver pranzato in un ristorantino sulla piazza, mi incammino verso la stazione di Ollantaytambo. Il treno mi porterà ad Aguas Calientes e da qui potrò finalmente arrivare a Macchu Pichu!!!

Ma ora vi debbo lasciare, vedo in lontananza il vapore che sale sbuffando, il mio treno è in arrivo!

 

Date un’occhiata alle altre foto scattate in Perù seguendo l’hastag #finalmenteinperù !!!


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