Finalmente in Perù. Capitolo III – Arequipa e la valle del Colca –

Mettetevi comodi, prendete le cuffiette e iniziate a guardare un film, mangiate il pasto che vi offriranno e possibilmente addormentatevi …

Il viaggio da Nazca (Capitolo II – Paracas, Huacachina, Nazca –) ad Arequipa è lunghissimo: 10 ore!

Se riuscite, programmatelo di notte, in ogni caso consiglio di scegliere la 1^ classe della Cruz del Sur che offre spuntino a bordo, poltrone giganti e avvolgenti, vetri oscurati e monitor TV  (per maggiori informazioni).

Anche con tutti questi confort vi assicuro che arriverete estenuati a destinazione e sentirete il bisogno di riposarvi un po’ nella vostra camera d’albergo (Hostal Santa Marta).

Dopo che sarete freschi e rigenerati potrete iniziare il tour di questa meravigliosa città!

Arequipa sorge a 2.400 m s.l.m., quindi il primo obiettivo che dovete porvi è l’acclimatamento: non affaticatevi troppo, bevete tanto, cibi leggeri e pochissimo alcol.

La valle in cui è collocata è circondata da 3 vulcani: il Misti (5.822 m s.l.m.) con la sua famosa forma perfettamente conica, il Chachani (6.075 m s.l.m.) col suo manto innevato e il Picchu Picchu (5.425 m. s.l.m.).

Il colpo d’occhio è stupendo: il bianco accompagnerà il vostro sguardo, infatti gli edifici dell’epoca coloniale sono in gran parte costruiti con una roccia vulcanica, il sillar, che, insieme alla luce del Sole, ha fatto sì che la città sia conosciuta come Ciudad Blanca – la città bianca.

Arequipa fu fondata dagli spagnoli il 15 agosto 1540, giorno dell’Assunta che è la patrona della città, a cui è dedicata la maestosa cattedrale che domina Plaza de Armas.

Quest’ultima potrebbe essere il punto di partenza della visita.

La piazza è gigantesca, nel mezzo c’è un giardino con una grande fontana, al cui centro si trova una statua di un personaggio noto come “Tuturutu”, poiché porta con sé una trombetta.

Il tutto si presta benissimo ad essere fotografato, anche di notte l’atmosfera è davvero avvolgente!!!

Nella piazza troverete tanta gente, non solo turisti ma anche molti arequipeños che passeggiano, che si riposano su una panchina all’ombra degli alberi, che offrono servizi fotografici o che, con la vecchia macchina da scrivere, sotto dettatura battono lettere per conto altrui.

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Monasterio de Santa Catilina

Da Plaza de Armas potete rapidamente raggiungere il Monasterio de Santa Catalina (biglietto 40 nuevos soles + 10 nuevos soles per la guida collettiva; totale 15 €), che è una vera e propria città nella città (link).

Nell’immenso monastero correrete il pericolo di perdervi da quanto è grande!!

Con la guida, che ogni 30 secondi ripeteva i nomi di tutti gli italiani del gruppo, ho visitato questo luogo di clausura in tutti i suoi ambienti: il noviziato, il chiostro de los naranjos, il chiostro maggiore; ogni via porta il nome di una città spagnola e, lungo il percorso, per tutta la visita vi abbracceranno il rosso e l’azzurro.

 

 

Poiché serve un’ora e mezza per visitare il sito, all’uscita avrete, come io avevo, sicuramente fame!!

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Ho pranzato, su consiglio della mia guida Rodrigo, in un ristorante proprio di fronte il Monastero, il “Chica”. Un posto veramente chic, basta pensare che ti servono pure l’acqua!!

Ho provato un chupe, zuppa con gamberi, carne, riso, formaggio, fave, mais, zucca e altre verdure. Che dire … veramente gustosa, da provare!!! L’ho accompagnata con una chicha morada, una bibita tipica peruviana fatta con un mais violaceo. Il costo? non proprio a buon mercato: 80 nuevos soles (23 €) ma che valgono sicuramente la qualità e la location.

Prima di lasciare la città si deve necessariamente visitare il Museo Santuarios Andinos (ingresso 20 nuevos soles + 10 nuevos soles per la guida collettiva, totale 6,5 €) che ospita abiti e tanti reperti della cultura inca e, soprattutto, la mummia Juanita. Si tratta di una bambina inca perfettamente conservata ritrovata dall’antropologo Johan Reinhard sul vulcano Ampato, poiché qui sacrificata agli Dei nel XV sec. d.C.

È vero, per noi occidentali moderni i sacrifici umani sono, giustamente, qualcosa di incomprensibile ma non era così per la cultura inca, dove le persone prescelte (generalmente pure, quindi bambini e bambine a ciò predestinati) affrontavano con onore e dignità il loro sacrificio per il bene di tutta la comunità.

Altro luogo imperdibile di Arequipa è il Mercado San Camilo, la cui struttura in ferro, dicono i locali, sia stata progettata da Eiffel!!!

Anche qui un tripudio di colori, suoni e profumi indimenticabile!

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Mercado San Camilo

 

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Infine, per cena ho scelto l’ottimo “Zingaro Lazos”, proprio in centro a due passi dalla piazza, dove ho mangiato un gustosissimo Lomo de Alpaca, che, forse, è il piatto più buono che ho assaggiato in Perù! Anche qui il prezzo è super conveniente: solo 54 nuevos soles (16 €) comprensivi di due birre!

Dopo Arequipa si inizia a salire sul serio.

Il mio tour prevedeva il trasferimento a Chivay da cui avrei visitato la Cruz del Condor. Per arrivarci occorre percorrere la strada che collega i due oceani (Pacifico e Atlantico) che, attraversando la Reserva Salinas-Aguada Blanca, arriva fino a 4.910 m s.l.m.

Devo ammettere che qui il soroche si è fatto sentire: la testa girava parecchio e ogni singolo passo si faceva pesante!!! Ma il paesaggio circostante è qualcosa di indimenticabile, la vegetazione si fa sempre più rada: a questa altitudine solo l’ichu resiste e nelle foto ci tiene a fare la sua bella figura!!

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Nel punto più alto, al Mirador de los Volcanes, si possono ammirare tutte le cime che svettano a più di 5.000 metri: l’Ampato (6.288 m s.l.m.), il Sabancaya (5.976 m s.l.m.) con la sua fumarola bianca segno di piena attività vulcanica, il Hualca Hualca (6.025 m s.l.m.), il Chacura (5.260 m s.l.m.) e il Mismi (5.597 m s.l.m.) da cui nasce la fonte più lontana del Rio delle Amazzoni.

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Mirador de los Volcanes

Lungo il viaggio è possibile avvistare oltre a tanti lama e alpaca anche la vigogna in libertà, che è l’animale simbolo del Perù tanto da comparire sulla bandiera.

Chivay (3.600 m s.l.m.) sorge in fondo ad una conca, la cittadina è veramente misera e offre davvero poco; io ho approfittato delle vicine acque termali di Los Tombos in cui è possibile immergersi all’aperto in vasche di acqua calda (15 nuevos soles, 4 €). Rigenerante!!

Siccome alla sera qui non c’è nulla da fare ho preferito partecipare ad uno spettacolo, turistico al massimo, di canti e balli tradizionali al ristorante “Kuntur” dove ho mangiato una zuppa di quinoa, pollo alla griglia con verdure e dolcetto a soli 30 nuevos soles (8,5 €).

Dopo cena sono tornato subito in hotel (Hotel Colca Inn) perché se volete vedere il Condor occorre svegliarsi presto!!

E così è stato: sveglia alle 5:30 per partire alle 6:00 direzione Cruz del Condor (boleto turistico del Colca 70 nuoves soles – 20 € – link).

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Terrazzamenti lungo il Canyon del Colca

Il paesaggio del Canyon del Colca è stupendo: prima immensi terrazzamenti che non oso immaginare come possano essere quando sono ricoperti dalla più svariate colture, essendo già meravigliosi nella stagione invernale; poi il canyon si fa sempre più stretto, si tratta del canyon più profondo al mondo: 3.191 metri, il doppio del Grand Canyon!!

Le rocce a strapiombo mettono un po’ di inquietudine soprattutto se, come nel mio caso, 7 giorni prima c’era stato il terremoto!!

Dopo più di 2 ore di viaggio, lungo il quale attraverserete anche una galleria piena di polvere (chiamata, chissà perché, galleria dell’amore) si arriva al magico luogo della Cruz del Condor dove, se sarete fortunati, potrete ammirare il volo di questo animale sacro per la cultura inca.

Nonostante si tratti di un posto super turistico (bancarelle, tante persone accroccate sullo sperone della roccia a fare foto, autobus che scaricano orde di turisti), il volo del condor, devo ammettere, mette una certa pace e tranquillità perciò, quello che consiglio, è lasciate perdere l’ansia della macchina fotografica e dello scatto più figo e godetevi lo spettacolo!!!

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Il volo del condor sopra il Canyon del Colca

Anche questa puntata è finita, mentre ci prepariamo per Puno e il lago Titicaca, date un’occhiata alle altre foto scattate in Perù seguendo l’hastag #finalmenteinperù!!!


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