Un weekend al Nord, volume II: le Tre Cime di Lavaredo

Se vi trovate nella zona dell’Alta Pusteria e del Lago di Braies, approfittate dell’occasione per un’escursione nelle Dolomiti bellunesi, lo sapete che si trovano proprio qui le famose Tre Cime di Lavaredo? Noi abbiamo approfittato del nostro weekend al Nord, tra una visita e l’altra al Lago di Braies (Un weekend al Nord, volume I), per tentare la scalata alle Tre Cime. Le Tre Cime sono situate infatti tra l’Alta Pusteria e l’estremo nord della provincia di Belluno, a 55 km circa da Monguelfo, dove ci trovavamo. Il solo percorrere la strada in macchina, sovrastati dalle Dolomiti, è spettacolare: è una vista che ti spinge a tenere il naso all’insù mentre la macchina fotografica freme.

Cosa ci immaginavamo quando abbiamo deciso l’escursione? Visti i precedenti al Lago di Braies fate bene a chiedervelo. Avete presente la pubblicità del cioccolato Novi girato proprio alle Tre Cime (Pubblicità Novi)? Più o meno una cosa simile, di sicuro per noi la presenza della neve era fuori questione!

Visto che il cielo era un po’ nuvoloso abbiamo avuto lo scrupolo di guardare la webcam per capire come fosse la situazione alle Cime: NEVE, TANTA NEVE. Leggermente delusi ma non scoraggiati, da quattro pazzi quali siamo, ci siamo infilati l’unico maglione che avevamo, gli scarponi, un cappello e le nostre tre paia di guanti (ebbene si, non ne avevamo nemmeno uno ciascuno) e siamo partiti. Per le Tre Cime si deve seguire la strada per Auronzo di Cadore e per il Lago di Misurina. Dato che si passa per Dobbiaco, potete approfittare dell’occasione per una visita al Lago di Dobbiaco, anch’esso dotato di un comodo parcheggio (sempre a pagamento) e vicinissimo alla strada.

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Lago di Dobbiaco

Nella stessa strada che porta alle Tre Cime, c’è una piccola deviazione che porta al Lago di Misurina, ne cui pressi potete trovare  dei negozietti e dei bar per prepararvi alla salita alle Tre Cime. Non abbiamo mai ringraziato abbastanza quello strudel di mele (oltretutto buonissimo) che ci siamo mangiati al lago di Misurina! La situazione era in effetti questa:

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Lago di Misurina

Se il Lago di Braies era parzialmente ghiacciato, questo lo era totalmente, ci si poteva quasi camminare sopra!!

Il Lago di Misurina si trova a 1.754 m s.l.m., mentre il rifugio Auronzo, alla base delle Tre Cime si trova a 2.330 m s.l.m.: se la situazione era questa al lago di sicuro non sarebbe stata meglio più in alto. Carichi per la nostra ascesa, abbiamo proseguito nella strada fino al Lago di Antorno, dove abbiamo visto che molti parcheggiavano e proseguivano a piedi (no, non eravamo gli unici pazzi!!). Dalle informazioni che avevamo, ci risultava che si potesse proseguire con la macchina, pagando un pedaggio, ma il personale dei ristoranti che si trovano lì ci ha detto che, per motivi di riduzione dell’inquinamento, era preferibile proseguire a piedi,. Dato che il parcheggio era libero, anche noi abbiamo deciso di rispettare l’ambiente.

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Scorcio sul Lago di Antorno

E poi, 6 km per il rifugio Auronzo che sarà mai?

Zaino in spalla, due merendine e un pacchetto di Oreo per i cali di zucchero e l’acqua…. opps, in macchina!

Piccola premessa assolutamente necessaria: il Rifugio Auronzo è chiuso durante la stagione invernale; l’unica cosa che potete trovare alla base delle Cime è un bivacco con sei letti e delle coperte, ma niente cibo! Perciò se desiderate fermarvi all’arrivo, attrezzatevi con cibo e acqua e mangiate riparate all’interno del bivacco, il vento può essere molto forte a 2.330 m di altezza!

Neanche avevamo percorso il primo Km che inizia a nevicare. Tutta la strada è ovviamente in salita, anche se su comodo asfalto, e vedendo alcune macchine passarci a fianco iniziamo a pentirci della nostra scelta. Dopo qualche km capiamo perché le macchine passavano. C’è, infatti, un rifugio (il Malga Rin Bianco) a metà strada, aperto e con un grande parcheggio: le macchine erano dirette qui, non avrebbero potuto proseguire oltre. Ricordatevi bene di questo rifugio, perché è stata letteralmente la nostra salvezza.

Siamo partiti dal Lago di Antorno alle 10:30 di mattina. Alle 13:00 eravamo ancora almeno 2 tornanti sotto il rifugio Auronzo e delle Tre Cime solo una era visibile, le altre erano avvolte da nuvole, nebbia e fiocchi di neve: i 6 km che secondo il nostro punto di vista dovevano scorrere veloci, si sono rivelati più impegnativi del previsto. Lungo il percorso abbiamo incontrato varie persone che considerato il freddo e la bufera di neve che si stava alzando avevano deciso di scendere e rinunciare. Effettivamente il tempo non era dei migliori ed era forse la scelta giusta da fare, visto che non avevamo cibo a sufficienza per eventualmente fermarci un po’ al bivacco.

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Rifugio Auronzo

 

Secondo voi cosa abbiamo fatto?

Esatto. Abbiamo continuato, fiduciosi nel fatto che il tempo si sarebbe rimesso e che avremmo resistito per mangiare fino alla discesa. Per fortuna, lungo il percorso c’era una cascata con dell’acqua limpidissima e ci siamo perdonati il fatto di aver lasciato l’acqua in macchina. Con i piedi congelati, i due di noi più pazzi sono arrivati al rifugio Auronzo (mentre gli altri due si dividevano i pochi viveri rimasti, qualche curva sotto!) e al bivacco, ma la situazione stava veramente peggiorando: il vento era fortissimo ed eravamo già provati dalle ore di freddo passate. Abbiamo finalmente deciso di scendere e il rifugio Malga Rin Bianco ci ha per fortuna accolto per il pranzo alle 14.45: la grande stufa del ristorante, insieme a dell’ottimo cibo e alle grappe locali, ci ha letteralmente rimesso al mondo!

Qual era la situazione meteo quando siamo usciti dal ristorante?

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Dolomiti Bellunesi

IL SOLE. Ovviamente. Il tempo era in realtà migliorato, contrariamente a quello che ci era stato detto, e se solo avessimo avuto del cibo con noi avremmo potuto aspettare al bivacco il passaggio della bufera e goderci la vista di tutte e tre le Cime. Proprio per questo motivo, se decidete di fare questo percorso in presenza di neve e tempo variabile, vi consigliamo di essere attrezzati con indumenti caldi, giubbotti resistenti al vento e all’acqua, scarponi impermeabili e soprattutto cibo per ogni eventualità. Infatti, una volta arrivati al rifugio Auronzo è possibile fare anche un altro percorso ad anello che gira intorno alle Tre Cime e permette di osservarle e da prospettive differenti: la neve rende tutto più complicato ma con l’attrezzatura giusta ogni problema si risolve.

Se volete invece vedere le Tre Cime più famose delle Dolomiti senza doverle raggiungere, c’è un punto lungo la strada che da Dobbiaco porta a Auronzo in cui tra le altre montagne spuntano loro, come sempre birichine e ingannevoli: attenzione, infatti, perché se il cielo è particolarmente nuvoloso o c’è anche una leggera nebbia è molto facile che siano totalmente nascoste. In ogni caso non potete sbagliarvi sul luogo dove fermarvi perché c’è un comodo parcheggio e un ristorante chiamato proprio Drei ZinnenBlick (dal tedesco, “Vista sulle Tre Cime”). Se siete tentati dal ristorante con le sue belle vetrate rivolte proprio verso le Tre Cime, nell’attesa che queste si degnino di mostrarsi, be’ vi consigliamo di leggere prima il nostro articolo sulla cucina (Un weekend al Nord, volume III: cosa mi mangio?) e poi… a voi la scelta!

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Vista sulle Tre Cime di Lavaredo

Questo luogo ci ha veramente affascinato: la natura è così meravigliosa e maestosa che ti riempie di energia. Il desiderio di sentirsi parte delle montagne diventa dopo ogni passo e dopo ogni scatto più forte, per questo rilanciamo la sfida alle Tre Cime: questa volta non siamo riusciti a conquistarvi, ma torneremo, con l’attrezzatura adatta e soprattutto, con il cibo!

Per vedere tutte le altre foto che abbiamo scattato nella zona seguite #3giorniallago su Instagram!


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